Trance-Portation: Travel Planning #1

Sono piuttosto felice di cominciare questo progetto on-line, anche sei primo capitolo di Trance Portation non è dei più interessanti.  Ma visto che questo manuale è fatto come si deve, pone subito le basi per non trovarsi spaesati nel mondo di sotto. 

Oltre un introduzione interessante sulla Coscienza e la Saggezza, passando per la cultura dei libri e l’esperienza, Diana Paxson propone una serie di domande che dovrebbero essere rifatte alla fine di ogni  capitolo, per monitorare i progressi e le situazioni che cambiano.

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Foto di Daiga Ellaby via Unsplash

Tralasciando le domande riguardo il background e lo stato mentale che trovo troppo personali da poter essere condivise, è stato interessante fare una cernita delle skills  richieste per questa pratica, io mi sono limitata a mettere un puntino su quelle che credo di conoscere meglio, come la mitologia ed il folklore e pratiche di base come la visualizzazione, nelle altre invece ho messo una valutazione da uno a tre. Ci sono tanti uno e tanti due.

Ma la domanda più interessante è, qual’è il tuo proposito? Perché noi imparare a muoverti in altro reami?

Bellissima domanda. 

La prima cosa che risponderei è che voglio imparare ad essere un umano nel senso più profondo ed assoluto del termine, collegato con l’energia di tutto ciò che esiste, sia visibile che invisibile. Voglio potermi fidare ciecamente del mio istinto, che non si faccia tradire da paranoie e falsi desideri.

E poi, sento che questo è il mio cammino, non posso abbandonare il mio bagaglio emotivo senza passare per questo percorso.

 

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Hedgerow Book Club: Trance-Portation, Learning to navigate in the Innerworld

Abbiamo deciso che il prossimo libro del Bookclub sarà Trance-Portation di Diana Paxson. Non abbiamo ancora deciso quando sarà il periodo di scadenza, per adesso io penso che cercherò di terminarlo per Lughnasa. Perché Litha è dietro l’angolo ed io ho una sessione di esami da finire e lavoro fino a metà luglio.

Però ho pensato di fare qualcosa per motivarmi. Vivere in campagna mi ha impigrita, mi perdo così tanto nella contemplazione, che dimentico tutto e visto che sono ufficialmente una praticante solitaria, tendo a fare le cose in modo silenzioso e austero. Non mi piace per niente.

Quindi ho deciso che per riprendere scriverò i miei aggiornamenti su questa lettura qui, in modo da poterne vedere i progressi e se qualcuno vuole cominciare una conversazione, tanto meglio. Non avevo nemmeno previsto di riprendere in mano il blog. Semplicemente perché vorrei trovare il modo di unire sacro e profano nel mio blog principale. Ma questa è un’altra storia.

Cercherò di pubblicare tutti i venerdì eventuali aggiornamenti e riflessioni riguardo la mia avventura con Trance-Portation. Spero di vedervi in tanti!

Cosa è successo in questi anni. 

In questi ultimi tempi, in cui ho deciso che volevo riprendere la condivisione della mia vita pagana, mi sono interrogata sul perché sono sparita in questo modo. 

Stavo vivendo una situazione particolare, ero in stallo e non ero per nulla felice della mia vita, mi sono rifuggiata sul web perché fondamentalmente non sapevo dove sbattere la testa e in esso ho trovato una comunità molto attiva che in qualche modo mi ha dato l’illusione di aver trovato il mio posto nel mondo, solo che l’ombra che avevo dentro era ben lontana dal dissiparsi. Ma come per tutte le cose, in quel periodo ho capito che non sono brava nella comunicazione verbale, che nonostante mi piacesse avere un canale Youtube, non faceva per me, mi sono scontrata con persone, sia in modo positivo che in negativo e anche adesso credo che il fallimento in una relazione, d’amore o d’amicizia che sia, venga per forza da antrambe le parti, ho capito anche che c’è tanta melma quanto oro, bisogna solo imparare a scegliere e confidare che tanto, le persone alla fine si rivelano esattamente per quello che sono (degli ottimi amici o delle infime nullità). Ma va bene così, le cose cambiano e inevitabilmente si cresce. 


Io ho dovuto staccare la spina da questo mondo per via di tutte le cose negative che non riuscivo ad espellere, che non hanno fatto altro che alimentare la mia insoddisfazione. Sono decisamente scoppiata. 

Quindi ho semplicemente chiuso le porte e mi sono raccolta in me stessa, ho ripreso in mano le redini della mia vita e ho meditato su cosa avrei dovuto fare. Dal mio ultimo video su Youtube, la mia vita è cambiata radicalmente: Ho lasciato l’Italia, ho trovato un percorso di studi che mi piace davvero e riesco a far quadrare i bilanci con un lavoro part-time, sono finalmente diventata indipendente, vivere con la mia famiglia mi creava molto stress ed avevo (ed ho tutt’ora) un grande bisogno di vedere il mondo. Credo di essere diventata effettivamente un’adulta. Anche il mio modo di vivere il paganesimo è cambiato, ho lasciato la città per la campagna e questo ha giovato moltissimo alla mia mente, ho potuto finalmente vivere la mia spiritualità come desidero, tanto che alla fine non mi veniva più nemmeno n mente di condividere sui social tutto questo, anche perché ho cominciato a liberarmi di abitudini che trovavo necessarie quando praticavo nella mia camera, ora tutto è diventato più amalgamato e naturale, tanto che in casa non tengo nemmeno un altare fisso, perchè non ne sento il bisogno, la mia pratica è fuori. 

In casa sono rimaste le letture di rune e tarocchi durante la colazione, il silenzio delle meditazioni ed i rituali che richiedevano il favore della notte. 

Ho capito che per essere felice e poter codividere in serenità questa parte della mia vita dovevo prima di ttto trovare il mio cammino ed il mio equilibrio. Ho capito cosa voglio e soprattutto chi voglio vicino a me, senza rinunciare a sorridere e dare una mano agli estranei. Non posso annunciare “di essere tornata”, ma ho deciso più che altro di ricrearmi il mio piccolo spazio nel web pagano, con questo blog, che non so quanto terrò aggiornato e soprattutto grazie ad Instagram ( @woodland_hedgewitch), che prevede le storie, per condividere i momenti e forse, presto qnche le live, così da poter organizzare qualcosa di carino. Ho deciso che non voglio più portare “informazione” e “nozioni”, voglio esse semplicemente io, che condivido argomenti che mi appassionano e per quel che vale, anche la mia esperienza con chi ne ha bisogno. 

#ytpaganchallenge – 05: what does this time of year mean to you?

Per riprendere il precedente post: La parte buia dell’anno è senza dubbio la mia preferita. In questo periodo, non solo ci sono le mie feste preferite, ma è anche il momento in cui covo i miei progetti.

Nella mia pratica ho sempre avuto una predizione per gli Spiriti (genius loci, elementali, fate, antenati) quindi questa stagione è per me quella più propizia, senza contare in modo puramente estetico amo moltissimo la decadenza malinconica dell’autunno e la rigidità dell’inverno. Io amo le giornate di pioggia, anche se non sono così coraggiosa da passeggiare nel bosco quando si gela.

L’autunno ed l’inverno è il momento del raccoglimento e dell’introspezione, è il momento per visitare altri piani alla ricerca di lezioni per crescere, per fare tutto ciò che si svolge dentro di noi e altrove. 

#ytpaganchallenge – 04: Your take on the Wheel of the Year

Stiamo vivendo i mesi bui dell’anno, il che è piuttosto ironico perché solo me 16:52 e c’è ancora un bel sole fuori, siamo all’inizio di Dicembre e si potrebbe uscire con  il maglione. Questo è, come per molti altri, il mio periodo preferito dell’anno, un momento di chiusura e meditazione, è il momento del letargo davanti alla stufa.

La celebrazione al passo delle stagioni è sempre stata una delle cose che non mi ha mai abbandonato, anche se spesso in città era più una ricerca per le decorazioni che una riflessione interiore sul periodo che stavo vivendo. Mi piace ancora decorare la casa a ritmo delle stagioni, ma mi piace che la cosa sia piuttosto discreta, anche se c’è da dire che tutti qui intorno hanno zucche sparse per casa in questo periodo dell’anno. Ho cominciato a sentire davvero il ritmo delle stagioni quando ho cominciato a vivere in campagna e la mia vita era inevitabilmente soggetta ad essere. In autunno è impensabile non uscire per fare la legna, questo ti mette in  faccia con l’esterno e pian piano fai molta più attenzione a quello che hai intorno, non c’è niente di più appagante che osservare il tiglio perdere le sue foglie, vedendolo ogni giorno potrei dire di conoscere le sue foglie una per una, così come è una delizia vedere le prime gemme sui suoi rami. Si impara a capire quando il freddo sta arrivando quando le mucche sul pascolo cominciano ad avere un manto spesso (ed i gatti perdono tonnellate di pelo). In campagna la ruota dell’anno ti sbatte in faccia i suoi raggi e tu non puoi altro che imparare a vivere.